Allattamento materno no stress: cosa consigliare

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Per la settimana mondiale dell’allattamento materno ho pensato di preparare un piccolo promemoria per le neomamme che si trovano alle prese con questo evento tanto naturale quanto spesso foriero di timori e stress.

Inizio subito con la rassicurazione che la natura ha fatto in modo che la maggior parte delle donne abbia la possibilità di nutrire al meglio il proprio bimbo fin dall’inizio della gravidanza, prima in utero poi attraverso il seno: già per questo affrontare l’allattamento con il timore di non poter produrre latte sufficiente o abbastanza nutriente è un’idea abbastanza priva di fondamento.

Si tratta infatti di un naturale meccanismo virtuoso, basato tutto sulla legge della domanda e dell’offerta (la produzione si attiva con la suzione), e sul fatto che il latte materno è il miglior cibo che ogni mamma può offrire al suo neonato: sempre sterile, alla giusta temperatura, igienico ed equilibrato in virtù dei suoi valori nutrizionali, che mutano seguendo le diverse fasi della lattazione.

Per cominciare con il piede giusto, è bene tenere presente che le ore immediatamente successive alla nascita sono molto importanti per dare il giusto avvio alle poppate: vi consiglio quindi di scegliere per partorire un reparto maternità le cui abitudini e regole siano tali da favorire e non da intralciare queste ultime.

Sul piano pratico questo vuol dire semplicemente che i sanitari devono fare in modo che ogni madre possa stare insieme al suo bambino da subito, 24 ore su 24, perché per stimolare alla prima poppata l’emissione di colostro e dalle successive una buona produzione di latte, è necessario che il piccolo si attacchi al seno il prima possibile oltre che molto spesso, cioè ogni volta che sembra richiederlo voltando la testa per cercarlo, muovendo inquieto labbra e manine in bocca.

Per lo stesso motivo, di prassi al neonato non dovrebbero essere offerte alternative al seno, come integrazioni al biberon e ciuccio, tali che possano distoglierlo dalla richiesta della poppata al seno.

L’allattamento naturale quindi non sottostà a orari, né a limitazioni nel numero e nella durata di poppate: il bebè inizierà con pasti brevi, ravvicinati e numerosi (anche 10-12 al giorno) in modo da stimolare e stabilizzare un’adeguata produzione di latte, per poi diradarli crescendo. Niente “dieci minuti per lato” sulla poppata, niente regole sull’attaccarlo sempre a entrambe le mammelle: il lattante deve poter poppare il tempo sufficiente per assumere le differenti fasi di composizione del latte durante l’allattamento, in modo da avere un pasto bilanciato.

Una volta, per capire se il bimbo avesse assunto latte in modo adeguato, veniva raccomandata la doppia pesata, prima e dopo ogni allattamento. Oggi per i neonati sani e nati a termine è invece una pratica che viene sconsigliata perché ansiogena e priva di costrutto, dal momento che sotto l’aspetto nutritivo, più che la quantità assunta conta infatti la composizione del latte materno (che può essere poco ma particolarmente ricco) la quale si modifica continuamente, sia nel corso della giornata sia durante lo stesso pasto.

Basta pesare il bambino una volta alla settimana, sempre con la stessa modalità, per controllare se guadagna peso regolarmente, mentre dopo ogni poppata è possibile osservare alcuni segni indicatori di un pasto sufficiente:

  1. Finisce la poppata con aria rilassata, assopendosi
  2. Sporca dai 6 agli 8 pannolini al giorno

 

I vantaggi dell’allattamento al seno per mamma e bambino:

Se l’allattamento prima di tutto rafforza il legame del neonato con la madre, esso comporta una serie di altri vantaggi non solo emotivi ma anche fisiologici per la salute del bimbo e della donna:

  • aumenta le difese immunitarie del bambino, con gli anticorpi della madre
  • diminuisce la vulnerabilità del bebè ai principali disturbi gastrointestinali o respiratori
  • previene l’insorgenza di allergie, diabete e obesità nel bimbo
  • la composizione del latte è sempre perfetta dal punto di vista nutrizionale, perchè cambia nel tempo secondo le esigenze fisiche del bimbo
  • ne facilita la digestione
  • aiuta la madre a ritrovare il peso forma dopo la gravidanza
  • accelera il recupero della puerpera, grazie alle contrazioni uterine stimolate dalla suzione
  • favorisce nella madre il rilascio di endorfine, l’ormone del benessere che contrasta la depressione post partum
  • riduce il rischio di tumore al seno fino alla menopausa e di cancro alle ovaie (- 27% nelle donne che hanno allattato al seno)
  • previene il diabete prima della menopausa

 

Quando chiedere aiuto medico

Vi sono disturbi di semplice soluzione che se trascurati possono compromettere la tranquillità della poppata o costituire un ostacolo al proseguimento dell’allattamento. Il consiglio è di rivolgersi all’ostetrica o al medico di riferimento nei seguenti casi:

  • se il capezzolo fa male durante la poppata in modo persistente dopo le prime volte, o sanguina, per la probabile presenza di ragadi
  • In presenza di aree ghiandolari dure e dolorose, ingorghi e mancato svuotamento del seno, febbre: potrebbe essere un inizio di mastite
  • Nei neonati dotati del frenulo della lingua troppo corto, tale da rendere complicata la suzione

Di solito lo sviluppo di ragadi viene favorito dalla posizione non ottimale della bocca del lattante sul capezzolo, al momento della suzione, che può essere corretta. Disturbi di questo tipo potrebbero essere causati anche dalle caratteristiche anatomiche dei capezzoli, di norma superabili con accorgimenti opportuni.

Per approfondimenti vi invito a scaricare a questo link l’opuscolo sull’allattamento al seno del Ministero della Salute.