Fecondazione assistita: vademecum della PMA per coppie con problemi di fertilità

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Per chi come me si occupa in qualità di ginecologa di Medicina e Biologia della Riproduzione, seguendo persone con problemi di fertilità che cercano la gravidanza, le nuove Linee Guida della SIRU (la neonata Società Italiana della Riproduzione Umana) per la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) con le loro raccomandazioni sono un ottimo strumento di riflessione e miglioramento anche dei rapporti medico-paziente.

Sono raccomandazioni indirizzate a tutte quelle coppie (circa 75 mila persone lo scorso anno) che dopo più di un anno di tentativi non hanno potuto iniziare la gravidanza tanto desiderata o hanno avuto problemi di aborti ripetuti, che quindi si rivolgono al proprio medico o specialista in ginecologia, alla ricerca di un centro specializzato pubblico o privato per iniziare l’iter per l’inseminazione artificiale.

Un percorso difficile e complesso che secondo le statistiche vede mediamente l’abbandono da parte del 40% delle coppie (soprattutto dal terzo tentativo non riuscito), con rinuncia definitiva alla gravidanza.

Il vademecum – che va a integrare le attuali Linee Guida regolate dagli articoli della Legge 40 riguardanti esclusivamente obblighi e regole da applicare –  è stato elaborato in occasione di un congresso SIRU da alcuni tra i migliori specialisti in ginecologia, ostetricia, psicologia, biologia ed embriologia clinica, andrologia, genetica, e contiene consigli utili per promuovere un approccio multidisciplinare alla materia, a tutela del paziente, dell’efficacia e della sicurezza delle cure, con suggerimenti alle coppie che desiderano avere un bambino.

L’intento principale è quello infatti di sostenere la coppia nella gestione dell’infertilità attraverso un approccio che tenga conto dei diversi ambiti disciplinari d’intervento e delle necessità derivanti dalla particolare situazione di chi, ad esempio, parte da specifiche patologie pregresse come l’endometriosi della donna o si trova in difficoltà psicologica nel vivere la sterilità come un problema e deve imparare a gestirla nelle diverse fasi della PMA, in presenza di fallimenti ma anche di successi, senza tensioni o stress eccessivo.

La SIRU con questo e altri interventi intende contribuire all’integrazione dei Centri di PMA nel Sistema Sanitario Territoriale con il solo scopo di tutelare la salute riproduttiva del paziente attraverso la modernizzazione e diffusione omogenea dei livelli di prestazione in questo ambito.

Ecco le indicazioni per punti:

  • Rivolgersi prima di tutto al proprio medico curante o al ginecologo o psicologo che ci segue, dopo circa un anno di tentativi infruttuosi o a seguito di problemi di poliabortività
  • Chiedere un orientamento sul centro specializzato (pubblico o privato) consigliato per la PMA
  • Non isolarsi nel proprio contesto familiare e sociale ma cercare momenti di condivisione di timori e problematiche
  • Non affidarsi in alcun modo a informazioni mediche e consigli fuorvianti trovati su internet, su forum, chat e community, dei quali non si possono mai verificare fondatezza e basi scientifiche
  • Informarsi se nella propria regione di residenza si è considerati nella fascia d’età riconosciuta per i LEA – Livelli Essenziali di Assistenza (ticket sanitario)
  • Chiedere il supporto di uno psicologo durante tutto il percorso PMA
  • Chiedere la presenza di un medico di riferimento per tutta la durata dell’iter
  • Farsi aiutare dalla figura medica di riferimento e dallo psicologo in caso di fallimento di un trattamento di PMA, a supporto delle decisioni da prendere
  • Farsi supportare di fronte a un’eventuale decisione sulla fecondazione eterologa, oggi legale anche in Italia
  • In presenza dell’esito positivo della gravidanza, chiedere quindi una consultazione con lo psicologo del Centro di fecondazione assistita per un’eventuale donazione anonima dei propri gameti ancora crio-congelati.

Le “raccomandazioni” dettate dalle nuove Linee Guida della SIRU vanno ovviamente applicate e valutate caso per caso, sulla base delle problematiche che hanno portato la singola coppia a ricorrere alla PMA.

Come ginecologa, alle pazienti che seguo nei miei ambulatori di Milano e Firenzesecondo il mio approccio di medicina integrata per la PMA consiglio anche l’agopuntura, perchè può aumentare sensibilmente le percentuali di successo nella procreazione medicalmente assistita, dal momento che ne sono stati riconosciuti i benefici sulla capacità riproduttiva spontanea, come spiego nell’articolo linkato.