I batteri che abitano il nostro organismo: l’importanza del microbiota

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Oggi voglio affrontare un argomento nuovo d’interesse generale, sul quale sono stata intervistata giorni fa da una nota emittente televisiva locale per una rubrica di medicina e benessere (in fondo all’articolo trovate il video della trasmissione): vi parlerò del microbiota, ossia di quell’insieme di microrganismi benefici, principalmente batteri, che convivono nel nostro organismo senza danneggiarlo. L’argomento ci riguarda tutti da vicino, a ogni sesso ed età, perché incide su molti aspetti della nostra salute fisiologica e metabolica.

Da molti anni infatti sappiamo che esistono batteri che vivono nel nostro organismo i quali, a seconda della loro allocazione, sono stati indicati come flora batterica intestinale, flora batterica vaginale ecc: tuttavia è soltanto in tempi recenti che ne è stato compreso davvero il ruolo fondamentale per la nostra esistenza.

Giusto per avere un ordine di grandezza, pensate che il numero di cellule batteriche che abita l’organismo in condizioni normali si aggira sui centomila miliardi e rappresenta addirittura il 90% delle cellule di un essere umano. Possiamo quindi considerarci dei veri e propri contenitori di batteri vivi buoni. Questa colonia, il microbiota, non va confusa con il  microbioma, che altro non è che l’interazione del microbiota con la genetica e l’ambiente che lo ospita.

DOVE SI TROVA E COME SI SVILUPPA IL MICROBIOTA

Il microbiota si trova principalmente nelle cavità comunicanti con l’esterno: in primo luogo nell’intestino, quindi nella vagina (come ginecologa io nutro particolare interesse per il microbiota vaginale, coinvolto nella cura di infezioni ginecologiche, nella fertilità e nella gravidanza) ma anche nella mucosa orale, e infine sulla pelle che è colonizzata da tantissimi batteri e funghi. Il microbiota vaginale ha una composizione molto diversa da quello intestinale ma ne è influenzato; infatti mentre nel microbiota intestinale prevalgono batteri quali il Firmicutes Bacterioidetes ed Enterococco, il microbiota vaginale nell’età fertile è principalmente costituito da lattobacilli.

Esso cambia composizione nel corso della vita e si sviluppa a partire dal momento della nascita, con la contaminazione del feto attraverso il passaggio nel canale del parto, e poi con l’allattamento nel corso dei primi giorni di vita. Specialmente il microbiota intestinale è una sorta di impronta digitale dell’individuo, in quanto pur con delle similitudini, ognuno di noi dispone di un microbiota diverso da quello di un altro, variando la composizione in base a fattori genetici e ambientali. Fino al 4° giorno di vita possiamo dire che il microbiota del neonato è uguale a quello della vagina materna, ma piano piano inizia a diventare sempre più eterogeneo; intorno al 4°-6° mese con lo sviluppo di bifidobatteri e con lo svezzamento si arriva ad una progressiva diversificazione del microbiota che diventa sovrapponibile a quello dell’adulto. Il microbiota poi varia a seconda del tipo di alimentazione ed è condizionato dall’ingestione di farmaci, soprattutto degli antibiotici. Per avere un’idea di come può cambiare si calcola che dopo un ciclo di antibiotici ci vogliano circa 6 mesi-1 anno prima di tornare all’equilibrio precedente.

IL MICROBIOTA VAGINALE

I lattobacilli che popolano il microbiota vaginale nel corso del tempo sono soggetti a variazioni in quanto dipendono strettamente dalla produzione degli estrogeni: sono assenti in età prepuberale e in post menopausa, mentre in età fertile contano circa il 90% della flora batterica vaginale, stimolati dal glicogeno prodotto dall’azione degli estrogeni. Oltre ai lattobacilli, della colonia batterica fanno parte anche germi indesiderati come la candida, la gardenella, l’Escherichia coli e alcuni protozoi tra cui il Tricomonas; questa popolazione di germi in condizioni normali è dunque presente in forma non virulenta, innocua, proprio grazie all’attività dei lattobacilli: essi stimolano il sistema immunitario, si mettono in competizione con questi microrganismi  potenzialmente dannosi e inoltre producono perossido di idrogeno (comunemente chiamato acqua ossigenata), determinando un abbassamento del pH e quindi  un’azione tossica sul metabolismo di questi altri batteri. È dal pH vaginale che come sappiamo dipende lo stato di salute della vagina e quindi la protezione dalle infezioni batteriche.

INTERAZIONE TRA MICROBIOTA VAGINALE E INTESTINALE

Il microbiota vaginale pur avendo una composizione diversa è legato a doppio filo con il microbiota intestinale: non è infrequente infatti che la presenza di un’alterazione della composizione batterica di quest’ultimo sia associata a un’infiammazione vaginale oltre che urinaria. Questo accade perché il disequilibrio della flora intestinale porta a un fenomeno infiammatorio tale da aumentare la permeabilità intestinale, con la migrazione attraverso la parete intestinale di batteri nocivi come l’Escherichia Coli o gli enterococchi, che vanno a colonizzare vescica e vagina dando origine a cistiti ricorrenti o infiammazioni vaginali. Di qui l’importanza di preservare in equilibrio il microbiota intestinale per avere di riflesso un microbiota vaginale in salute.

METABOLISMO UMANO E MICROBIOTA

Firmicutes e Bacteroidetes sono due grandi categorie (phylum vengono chiamate in medicina) di batteri del microbiota intestinale che occupano circa il 90% del totale microbico presente nell’uomo. I Firmicutes, batteri gram positivi, aumentano a seguito dell’ingestione di cibo, mentre i Bacterioidetes, batteri gram negativi, incrementano in fase di digiuno. Capite bene come alla luce di questo i ricercatori abbiano pensato subito a una possibile correlazione tra questi due tipi di batteri e il nostro metabolismo, con l’intento di cercare cure per la patologia metabolica che più affligge la nostra opulenta società: l’obesità. Studi clinici infatti hanno rilevato come la difficoltà di alcuni individui a perdere peso fosse strettamente correlata allo stato del loro microbiota intestinale; se la prevalenza di Firmicutes può essere accompagnata da una tendenza a ingrassare (perché questi germi estraggono molte calorie dalle feci), viceversa nei soggetti magri la prevalenza di Bacteroidetes permette di eliminare più calorie con le feci. In altre parole è anche il microbiota a decidere quanta energia perdere con le feci e quindi modula il nostro metabolismo.

Il microbiota intestinale oltre che il funzionamento del metabolismo condiziona anche l’efficienza del sistema immunitario, favorisce i processi digestivi, stimola la produzione delle vitamine che noi non riusciamo a produrre quali la vitamina K, la vitamina B12, stimola la produzione di perossido d’idrogeno e pare essere implicato nello sviluppo di varie malattie, tra cui anche patologie tumorali. Non dimentichiamo che anche la maggior parte dei neurotrasmettitori viene prodotta a livello intestinale e che infatti l’intestino viene ormai considerato il nostro secondo cervello.

In conclusione l’equilibrio del nostro microbiota, a partire dai batteri intestinali per arrivare a quelli vaginali, della mucosa orale e della pelle, condiziona molto della nostra esistenza, è alla base del nostro benessere e quindi va preservato con stili di vita appropriati, niente fumo, poco stress e un’alimentazione sana ricca di fibre, frutta e verdura, in modo da mantenere le giuste concentrazioni di microorganismi.

Ecco la registrazione della puntata di Tadà di RTV38 dove vengo intervistata su Microbiota e altri argomenti come Agopuntura e Fertilità. Per ascoltarmi direttamente andate al minuto 5.27 del video: