Malattia mani piedi bocca: cosa fare in gravidanza

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Mai come quest’anno dalle pazienti in gravidanza (e già con prole che frequenta l’asilo) da me seguite come ginecologa negli ambulatori di Milano e Firenze mi è capitato di ricevere tante richieste di chiarimenti sulla malattia virale denominata mani, piedi, bocca (MMPB); si tratta di una patologia benigna, molto diffusa nella prima infanzia e durante il periodo estivo e autunnale, che si risolve spontaneamente nel giro di una settimana senza particolari cure, originata dal virus Coxackie e da altri appartenenti al genere Enterovirus.

Il suo nome deriva dall’esantema cutaneo che si manifesta appunto con la presenza di piccole vescicole – simili a quelle della varicella sui palmi delle mani – sulle piante dei piedi, con afte sulle mucose e bollicine nella zona che circonda la bocca. L’esantema può essere associato a uno stato di malessere, dolori addominali e spossatezza, unito a un moderato rialzo febbrile.

Il contagio avviene generalmente in ambienti comunitari, da bimbo a bimbo, venendo a contatto con le secrezioni nasali e salivari o con il liquido contenuto nelle vesciche, oppure per via oro-fecale, quando il virus si trasmette portando alla bocca le manine contaminate da feci infette; la prima regola per evitarlo è quindi quella igienica di una detersione accurata di mani e oggetti maneggiati abitualmente dai piccoli, limitando – in presenza dell’esantema – baci e abbracci ai bimbi malati.

Ciò che preoccupa le pazienti è il fatto che il virus venga trasmesso alla donna che aspetta un bambino, specialmente durante il primo trimestre: tuttavia la malattia mani piedi bocca contratta in gravidanza può avere raramente ripercussioni sulla salute del feto (il cui contagio in utero è comunque difficile) o complicanze sul suo sviluppo intrauterino. Il rischio di malformazioni rimane infatti remoto: solo alcuni casi di endocarditi, di carattere quasi aneddotico, sono stati segnalati come appartenenti a studi degli anni ’80.

A discrezione del ginecologo di fiducia può essere comunque prescritta – meramente a fini conoscitivi – l’analisi sierologica del virus Coxackie nelle donne gravide che sono venute a contatto con un bimbo malato, indipendentemente dal fatto che ne abbiano a loro volta manifestato i sintomi o meno, ed eventualmente ripetuta a distanza di un mese; alcuni prescrivono anche un’ecografia di secondo livello come scrupolo ulteriore, per valutare i seppur minimi rischi di malformazione cardiaca fetale.

Maggiori preoccupazioni sulla salute del feto potrebbero sorgere invece quando il contagio avviene appena prima del parto, perché il virus – come nel caso della varicella – durante il travaglio può venire trasmesso al feto senza il suo corredo di anticorpi non ancora sviluppati dalla madre. Questo è l’unico caso in cui potrebbe subentrare un’encefalite neonatale, per cui al momento del parto il neonato deve essere tenuto in stretta osservazione.

La mia raccomandazione di ginecologa alle pazienti rimane in generale quella di conservare la propria tranquillità in presenza della malattia mani piedi bocca in gravidanza, di rispettare rigorosamente le norme igieniche basilari e alcune volte di effettuare i controlli sopra citati, anche se in via del tutto precauzionale. A seconda dei casi consiglio anche una consulenza infettivologica, per fugare ogni dubbio e rassicurare la mamma in dolce attesa.