Monitorare i movimenti del feto: perché è importante in gravidanza

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Come molti colleghi ginecologi e ostetriche, io alle mie pazienti in dolce attesa di Milano e Firenze sono solita raccomandare di monitorare i movimenti fetali in pancia, che diventano percepibili più o meno dalla 18ma -20ma settimana di gravidanza, e di farlo fin dentro alla sala parto. La raccomandazione non deve però diventare fonte di ansia e di conteggi ossessivi, e può assumere maggiore importanza per quelle gravidanze che vanno oltre il termine.

Ogni bambino ha le sue abitudini e il suo modo di muoversi

Il feto che si muove con regolarità ci comunica che è vitale e che sta bene: per questo è molto importante che le future mamme prestino attenzione alle variazioni del movimento del loro bambino, comunicando tempestivamente ai propri medici di riferimento o in ospedale – se hanno percezione di cambiamenti rispetto al solito, di frequenza o intensità – o ancora di più sottoponendosi immediatamente a un controllo – se notano un arresto improvviso e significativo di tali movimenti.

Al di là di eccessivi allarmismi, bisogna dire però che ogni bambino ha un suo modo di muoversi e vere e proprie abitudini caratteristiche, che si possono imparare a riconoscere: è importante quindi coglierne più che altro le variazioni, mentre non c’è un numero preciso di movimenti da poter definire “normale” per tutti e da dover conteggiare.

I movimenti del feto diventano percepibili alla madre man mano che lo spazio intorno – nell’utero –  si restringe a causa della sua crescita, variano anche a seconda delle età di gestazione e possono essere recepiti come calci, rotolamenti e capriole, sussulti quando ha il singhiozzo, leggeri sfarfallii e fruscii; sono molto più frequenti solitamente al pomeriggio e alla sera ma anche questo è un parametro che può variare da feto a feto. Durante la notte i bambini generalmente sono più quieti e di norma presentano periodi di riposo e di sonno a intervalli (durante i quali ovviamente non sentirete muovere), che durano circa 20-40 minuti e raramente superano i 90. Le mamme che hanno già avuto figli si è visto che tendono a riconoscere i movimenti più presto.

Con l’avvicinarsi della 32ma settimana di gravidanza il numero e l’intensità delle attività fetali tendono ad aumentare, per poi stabilizzarsi fino al momento del parto.

È comunque importante percepire movimenti fino al momento del travaglio: quindi se s’interrompono nei momenti in cui il vostro bambino normalmente è attivo segnalatelo senza aspettare troppo: può darsi che non vi sia ragione di allarmarsi – e per fortuna spesso è così – ma potrebbero essere anche segnali indispensabili per capire che c’è qualche cosa che non va.

Accorgersi dei movimenti fetali

La posizione della placenta o il fatto di essere in movimento e indaffarate o particolarmente stressate possono ostacolare la percezione dei movimenti del bambino in determinati momenti, soprattutto prima della ventesima settimana. Lo stato di calma e di rilassamento della madre invece facilita il monitoraggio dei movimenti fetali.

Cosa fare se non si è certe della regolarità dei movimenti del bambino

Il consiglio è quello di sdraiarsi tranquille sul fianco sinistro in ambiente rilassante e rimanere in ascolto concentrate per 2 ore, durante le quali si dovrebbero percepire almeno dieci o più movimenti distinti. Se ciò non avviene si deve fare un controllo; in generale se rilevate che i movimenti sono diminuiti o cambiati avvisate i medici, non rimandate al giorno dopo.

Al pronto soccorso ostetrico vengono controllate pressione, urine, dimensioni dell’utero in rapporto alla settimana di gravidanza; se l’utero ha dimensioni inferiori all’epoca di gestazione, verrà fatta un’ecografia di controllo della crescita e motilità del feto e dello stato del liquido amniotico e, dalla 27ma -28ma settimana, il tracciato o monitoraggio cardiografico per il controllo del battito cardiaco del bambino.

È prudente ritornare a fare controlli ospedalieri ogni volta che si rilevano variazioni significative dei movimenti fetali, anche se dovessero ripresentarsi subito, il giorno seguente a un controllo.

Per richiedere un consulto medico o semplicemente per prenotare una visita ginecologica puoi contattarmi qui o prenotare onlineIn qualità di ginecologa ostetrica ricevo tutte le settimane le mie pazienti negli studi di Milano e Firenze.

 

Foto di Astrid Pereira da Pixabay 

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