Nutriceutica: la scienza che studia la dieta alimentare come prevenzione

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Tempo fa avevo già scritto di nutriceutica (o nutraceutica), ossia di dieta, salute e prevenzione con riferimento agli studi del noto oncologo ed epidemiologo milanese Franco Berrino, focalizzati in particolare sulla prevenzione del cancro, come anche in occasione dell’articolo sull’alimentazione in menopausa.

Ritorno sull’argomento ancora una volta, data l’abbondanza di richieste a questo proposito da parte delle mie pazienti di Milano e Firenze e visti i progressi che ogni giorno sta facendo questa recente disciplina, nello studio delle proprietà e delle modalità di preparazione dei cibi e degli approcci nutrizionali, orientati al miglioramento dello stato di benessere della persona in tutte le età.

Alcuni dei componenti presenti negli alimenti – specialmente quelli di origini vegetali – e negli integratori, hanno infatti un’azione positiva sulle funzioni fisiologiche dell’organismo e ne rallentano i processi degenerativi: tra i più noti troviamo le vitamine, i coenzimi, gli amminoacidi come l’arginina, i probiotici, il licopene, gli acidi grassi omega-3 e altri che, se assunti con regolarità e nelle giuste dosi, abbinandovi un corretto stile di vita, possono avere effetti antiossidanti, immunostimolanti, protettivi.

Questi principi attivi naturali servono a prevenire anche diverse patologie ginecologiche, stati infiammatori e malattie cardio-circolatorie; inoltre contribuiscono a migliorare le prestazioni psico-fisiche anche nelle fasi più delicate della vita della donna, come la gravidanza o la menopausa.

Sul Journal of Epidemiology & Community Health è stato appena pubblicato un ampio studio (basato su oltre 35 mila donne dai 35 ai 69 anni) che sostiene che una dieta ricca di pesce e legumi può contribuire a posticipare la menopausa di anni, mentre un regime alimentare troppo ricco di pasta e riso, e più in generale di carboidrati raffinati, potrebbe anticiparne l’inizio. Più precisamente, i ricercatori rilevano come ogni porzione giornaliera di 210 grammi in più di carboidrati raffinati sia associata all’anticipo della menopausa a un anno e mezzo prima della media, mentre ad ogni porzione in più al giorno di pesce grasso come il salmone e legumi freschi, sia associato un ritardo della menopausa di oltre tre anni (cosa che accadrebbe anche con l’assunzione di vitamina B6, contenuta in farine integrali, avocado, banane, nocciole, e di zinco, presente nel pesce, nell’avena, nei legumi o nella frutta secca). Il consumo di snack sembrerebbe invece anticipare la menopausa di quasi 2 anni. Sono tutte prescrizioni utili, se pensiamo ad esempio a quanto la comparsa precoce della menopausa possa essere connessa a un aumento del rischio di osteoporosi e malattie cardiovascolari.

Da anni è ormai prassi comune dei ginecologi adottare in gravidanza alcuni nutraceutici a scopo preventivo per la salute della donna e il corretto sviluppo del feto, come l’acido folico (vitamina B9) per prevenire i difetti del tubo neurale come la spina bifida, o gli integratori di ferro zinco e rame e di vitamine. L’American Academy of Pediatrics (AAP) in un documento recente sottolinea l’importanza di un corretto apporto di iodio durate la gestazione e nella prima infanzia: la futura mamma può essere infatti in deficit di iodio dovuto a insufficiente apporto dietetico o a esposizione ad alcuni inquinanti come il perclorato, uno ione che si sostituisce allo iodio e non ne permette l’assorbimento attraverso la tiroide. Studi recenti pubblicati dall’Università del Connecticut hanno rilevato come dosi adeguate di Omega 3, somministrate nel 2° e 3° trimestre di    gestazione, riducono significativamente il rischio di depressione post-partum.

Per la crescita ai bambini viene prescritta la vitamina D nei primi anni di vita, specie nei mesi di scarsa esposizione al sole.

Alimenti e nutraceutici sono quindi i migliori alleati della Medicina preventiva, che si occupa di mantenere l’organismo in equilibrio e salute il più a lungo possibile, aumentandone le difese naturali contro tossine, radicali liberi, agenti inquinanti, batteri, microbi, virus. Con un approccio basato sulla prevenzione più che sulla cura la nutriceutica evita al medico di intervenire solo al momento della manifestazione dei sintomi di una patologia conclamata.

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