Sindrome premestruale (SPM o PMS): trattamento dei principali disturbi

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A molte donne viene diagnosticata la sindrome premestruale (SPM o PMS), sulla base di un insieme di disturbi di vario tipo e intensità, che precedono di giorni le mestruazioni e sono legati al ciclo (fase luteinica) e in particolare  possono essere associati a cause come le variazioni ormonali nel sangue (disequilibrio nel rapporto tra estrogeni e progesterone), la diminuzione della serotonina (regolatore dell’umore), ma anche l’ipoglicemia, la carenza di vitamina B6, gli scompensi endocrini relativi al funzionamento della tiroide, le alterazioni nel ricambio idrosalino (che comportano deficit nell’organismo di sostanze come il magnesio) e infine lo stress.

Questi disturbi possono insorgere in qualsiasi momento della vita riproduttiva, possono iniziare al termine dell’ovulazione mentre risultano assenti la settimana successiva alla fine delle mestruazioni e possono influire anche in maniera importante sulla qualità della vita della donna in età fertile.

Tra i circa 150 identificati vi sono le alterazioni dell’umore: irritabilità, scarsa concentrazione, stanchezza, ma anche attacchi di fame (cibi dolci e carboidrati), disturbi del sonno, ansia, tristezza, nervosismo, calo della libido. Sono quello che gli psicologi nei casi più estremi chiamano disturbo disforico premestruale.

Più spesso si tratta di sintomi fisici come mal di testa, ritenzione idrica e aumento di peso, gonfiore addominale, dolore e tensione al seno, crampi mestruali, alterazioni delle normali funzioni intestinali come stipsi o diarrea.

La sindrome premestruale viene diagnosticata dal ginecologo in presenza di alcuni o molti di questi disturbi, ripetuti per almeno 3-4 mesi.

Prevenire e attenuare i sintomi della SPM

Iniziamo a prevenire o attenuare i disturbi della sindrome premestruale adottando semplici regole alimentari e corretti stili di vita, consigliati per preservare in genere il nostro stato di salute e benessere:

  • Adottare un’alimentazione ricca di verdure e fibre, legumi e soia (per i fitoestrogeni) povera di zuccheri e cereali raffinati, che mantenga stabile glicemia e insulinemia
  • Evitare fumo, evitare o diminuire il consumo di alcool, cioccolata e caffè
  • Bere almeno due litri d’acqua ogni giorno
  • Diminuire l’apporto di sale
  • Utilizzare integratori di Vitamina B6, Sali di magnesio e calcio, principi naturali e fitofarmaci come l’agnocasto
  • Coltivare sport all’aria aperta e dedicarsi a un moderato esercizio fisico

Se la medicina naturale non basta a trattare i casi più importanti, a seconda dei sintomi si possono prescrivere alcuni farmaci antinfiammatori (indicati per i sintomi dolorosi acuti che più si avvicinano a quelli della dismenorrea) e in casi specifici si può decidere di assumere la pillola anticoncezionale.

Io personalmente ho riscontrato con le mie pazienti di Milano e Firenze che poche sedute di agopuntura (in genere 5/6) possono migliorare significativamente la sintomatologia della sindrome premestruale, quindi la qualità della vita, senza le controindicazioni dei farmaci, eliminando i blocchi energetici dell’organismo che influenzano gli squilibri ormonali ed endocrini. L’agopuntura induce prima di tutto a uno stato di equilibrio, rilassamento e benessere: gli aghi applicati su punti specifici del corpo agiscono sugli stati dolorosi, sugli edemi e la ritenzione idrica, mentre contribuiscono a migliorare il tono dell’umore, eliminando i sintomi in modo veloce e protratto nel tempo, con l’ausilio di sporadiche sedute di mantenimento. A riguardo esistono evidenze scientifiche ormai accettate anche dalla medicina occidentale. Sull’agopuntura a supporto della ginecologia tempo fa ho pubblicato un libro in collaborazione con Franco Cracolici (Infertilità di coppia e procreazione assistita, tecniche di agopuntura e medicina cinese).