Vaccinazioni in gravidanza: quali sono raccomandate, a iniziare dalla pertosse

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Le vaccinazioni sono tra le più importanti ed efficaci misure di prevenzione delle malattie infettive che comportano complicanze anche gravi sulla salute della donna in gravidanza e del feto, oltre a poter incidere in alcuni casi direttamente sulla fertilità e sul proseguimento della gestazione.

Proprio in gravidanza aumentano le preoccupazioni circa l’assunzione dei farmaci e i loro effetti collaterali su madre e nascituro, motivo per cui molte coppie, quando sentono parlare di vaccini non ne vogliono sapere; tuttavia non esistono evidenze di un rischio fetale legato all’assunzione di vaccini con microrganismi inattivati o tossoide, mentre è assodato che il passaggio attraverso la placenta di anticorpi materni al bimbo riduce l’insorgenza di malattie prevenibili nei primissimi mesi di vita, quando il suo sistema immunitario è ancora immaturo e il bimbo è ancora troppo piccolo per essere vaccinato a sua volta.

Ultimamente ad esempio c’è stata un’impennata di epidemie di pertosse, provocate dal batterio Bordetella pertussis, a fronte di una quota piuttosto bassa di future mamme immuni; per questo alle mie pazienti di Milano e Firenze raccomando di sottoporsi alla vaccinazione in gravidanza nei tempi giusti: la pertosse contratta nei primi mesi di vita infatti può essere molto grave e fonte di complicanze, o persino avere un esito mortale sul lattante, con arresto della respirazione. La vaccinazione trivalente (difterite, tetano, pertosse – DTPa) viene proposta nel terzo trimestre (27ma- 35ma settimana) di gravidanza e con il passaggio di anticorpi da mamma a feto consente di immunizzare anche il neonato fino alla vaccinazione di quest’ultimo, con bassissimi rischi per entrambi, inferiori a quelli derivati dall’assenza di profilassi.

Un discorso diverso invece è quello sui vaccini vivi attenuati, che possono avere davvero effetti collaterali e per questo non sono raccomandati in gravidanza, come HPV, tifo orale, Pneoumococco; sono invece assolutamente controindicati, quindi da evitare, Tubercolosi, Varicella, Morbillo, Parotite, Rosolia, Encefalite Giapponese. In determinate condizioni – su valutazione dei medici in base a particolare rapporto rischi/benefici – è possibile somministrare alla donna gravida i seguenti vaccini: HAV, HBV, Encefalite da morso di zecca, Meningococco, Rabbia, Colera, Febbre Gialla, Poliomelite sec. Salk.

Al momento della gravidanza sarebbe utile quindi conoscere lo stato di immunizzazione della donna alle seguenti malattie infettive, ed eventualmente procedere alla vaccinazione o ad altre misure preventive nelle seguenti modalità:

  • Influenza: consigliabile il vaccino tra ottobre e dicembre alle donne nel 2°-3° trimestre
  • Citomegalovirus: seguire le misure preventive
  • Toxoplasmosi: seguire le misure preventive
  • Morbillo, Parotite, Rosolia: il vaccino MPR o MPR-V va fatto prima della gravidanza con l’ultima dose assunta almeno 4 settimane prima del concepimento; in alternativa va fatto in epoca di puerperio se non immune in gravidanza, anche per solo una delle tre malattie
  • Varicella: il vaccino MPR o MPR-V va fatto prima della gravidanza con l’ultima dose assunta almeno 4 settimane prima del concepimento; in alternativa va fatto in epoca di puerperio se non immune in gravidanza
  • Difterite, Tetano, Pertosse: vaccino DTPa con richiamo ogni 10 anni e anche a ogni gravidanza alla 28ma settimana, come già accennato. In alternativa va fatto in epoca di puerperio se non immune in gravidanza, anche a causa di una sola delle tre malattie.

Per i vaccini è possibile rivolgersi al proprio Centro Vaccinale di zona o al Medico di Medicina Generale.

Per ogni approfondimento sul tema, dal sito del Ministero della Salute, leggi la circolare.

Per richiedere un consulto medico o semplicemente per prenotare una visita ginecologica puoi contattarmi qui o prenotare onlineIn qualità di ginecologa ostetrica ricevo tutte le settimane le mie pazienti negli studi di Milano e Firenze.

* Foto di mvorocha da Pixabay