Alcol e salute della donna nelle diverse età: gli effetti sulla fertilità e in gravidanza – part. 2

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Nella seconda delle tre puntate sull’alcol e la salute della donna nelle diverse stagioni della vita, dopo aver parlato di unità alcoliche, di consumi a basso rischio e dei danni del binge drinking e dell’intossicazione nell’adolescenza, oggi ci focalizziamo sugli effetti dell’uso di alcolici nella donna in età fertile e nella gravidanza.

Alcool e gravidanza: i danni nel breve e lungo periodo

Nell’affrontare il tema degli alcolici in gravidanza e allattamento il mio NO diventa se possibile ancora più tassativo e alle mie pazienti di Milano e Firenze predico l’ASTENSIONE TOTALE.

Evidenze scientifiche dimostrano che le future mamme che bevono abitualmente una o più volte al giorno anche in dosi considerate modeste, durante o anche nel periodo immediatamente precedente alla gravidanza, presentano una maggior frequenza di aborti – soprattutto durante il secondo trimestre di gestazione – e un aumentato rischio di nascita prematura e di sottopeso del feto.

Tuttavia, a dispetto della attuale precisa controindicazione a tutela della salute del feto, in Italia ancora oggi siamo assestati su un 50-60 % di donne in gravidanza che consuma bevande alcoliche, senza pensare che in Occidente ciò rappresenta una delle maggiori cause di ritardo mentale dei nati. Un’altra pessima statistica ci informa che nel nostro Paese almeno otto neonati su cento hanno a che fare con l’assunzione di alcol durante la vita intrauterina.

L’etanolo con i suoi metaboliti (acetaldeide) attraversa la placenta con la stessa concentrazione che ha nel corpo della madre e può avere effetti anche permanenti sulla crescita del feto – che non possiede gli enzimi per metabolizzarlo – sul suo cervello e sul sistema nervoso centrale, provocando danni alla nascita alcool-correlati (FASD – Fetal Alcohol Spectrum Disorders), conseguenze nel lungo periodo a livello funzionale e deficit cognitivi e comportamentali, problemi di memoria, attenzione e iperattività, problematiche visibili in età più adulta.

L’Osservatorio Nazionale Alcool del CNESPS (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute) ha preparato un promemoria per diffondere la consapevolezza sulla pericolosità del consumo di bevande alcoliche in gravidanza, eccone i punti chiave:

  • in gravidanza non esistono quantità di alcol che possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto
  • il consumo di qualunque tipologiaa e gradazione di bevanda alcolica in gravidanza nuoce al feto
  • l’alcol è una sostanza tossica in grado di passare la placenta alle stesse concentrazioni di quelle della madre e raggiungere il feto
  • il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol che quindi nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione
  • l’alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e nell’ultimo trimestre di gravidanza
  • i danni causati dall’esposizione prenatale dall’alcol, e conseguentemente manifestati nel bambino, sono irreversibili e non curabili
  • se si pianifica una gravidanza è opportuno non bere alcolici in vista del concepimento e se si è già in gravidanza è opportuno interromperne l’assunzione sino alla nascita e per tutto l’allattamento
  • un nuovo studio suggerisce che anche gli uomini debbano astenersi dall’alcol per almeno sei mesi prima di cercare di concepire

Alcol e fertilità femminile, un rapporto difficile

L’alcol rimane uno dei nemici più insidiosi della salute delle donne, anche durante la vita adulta fertile. È risaputo che nella donna esercita effetti più dannosi che nell’uomo, con una maggiore tossicità e a dosi più basse, per fegato, pancreas e cervello, che nella fascia d’età dei 25-44 anni spesso si manifesta anche con danni al sistema ormonale e riproduttivo. I suoi effetti negativi nelle giovani donne possono essere ulteriormente aggravati dall’uso di contraccettivi che, innescando fenomeni infiammatori, ostacolano il metabolismo dell’alcol e favoriscono i danni al fegato.

D’altro canto, la sua azione sul funzionamento endocrino di ipotalamo, ipofisi, ovaie è nota e mostra ripercussioni negative sulla fertilità femminile (ma anche maschile) provocando nella donna – a certi livelli di consumo cronico di alcolici, in genere superiori ai 20 grammi al giorno – tendenza all’aborto spontaneo, sterilità e varie alterazioni del sistema riproduttivo, quali livelli inferiori alla norma di estrogeni e progesterone, deficit della fase luteinica e iperprolattinemia, irregolarità nella produzione degli ormoni FSH (follicolo-stimolanti) con ridotta riserva ovarica, di progesterone ed estradiolo, cicli anovulatori, amenorrea, irregolarità mestruali e, in taluni casi, anche menopausa anticipata.

Studi clinici inerenti gli esiti delle procedure di fecondazione assistita su donne che consumano abitualmente alcol riportano una riduzione dei successi, col concepimento di un embrione sano, di circa il 16% con l’assunzione di circa 4 unità alcoliche la settimana, e un aumento di circa il 20% di fallimento nell’impianto dell’embrione, per donne consumatrici di 7 bevande alcoliche settimanali.

Leggi la terza parte sulle altre età della donna: Alcool, menopausa, terza età

Leggi anche la prima parte sulle altre età della donna: Alcol e il fenomeno del Binge Drinking nelle adolescenti

 

Riferimenti:

 

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