Anemia emolitica del neonato

anemia emolitica del neonato

L’anemia emolitica del neonato si verifica quando esiste un’incompatibilità materno-fetale del fattore sanguigno Rh. Tale incompatibilità si può sviluppare quando una donna con gruppo sanguigno Rh negativo concepisce un feto con fattore Rh positivo. Una piccola parte del sangue fetale può passare nel circolo materno durante tutta la gravidanza, mentre il passaggio maggiore avviene al momento del parto; il contatto tra sangue Rh positivo fetale e sistema immunitario materno, stimola la produzione di anticorpi materni contro il fattore Rh (isoimmunizzazione). Nelle successive gravidanze, gli anticorpi attraversano la placenta provocando la distruzione dei globuli rossi fetali e quindi anemia fetale.

I feti gravemente colpiti possono sviluppare una severa anemia in utero con morte fetale intrauterina oppure alla nascita sono molto pallidi, hanno edemi generalizzati, versamento pleurico e peritoneale. Il fegato e la milza hanno grandi dimensioni, perché hanno supplito il midollo osseo nella produzione di globuli rossi che venivano via via distrutti e si può verificare insufficienza cardiaca congestizia.

I neonati con anemia emolitica meno grave possono essere anemici, senza edemi o altri segni di idrope; quelli colpiti in maniera lieve possono essere leggermente o per niente anemici alla nascita.

I neonati colpiti vanno solitamente incontro, subito dopo la nascita, ad ittero, a causa del continuo effetto distruttivo degli anticorpi che hanno superato il filtro placentare e sono rimasti nel circolo fetale.

Le mamme con fattore Rh negativo vengono sottoposte alla profilassi anti-D entro 72 ore dal partp e in caso di aborto (spontaneo o indottoad eccezione degli aborti spontanei precedenti alla 13esima settimana senza un successivo intervento di raschiamento. La profilassi è indicata alle donne Rh negative anche durante la gravidanza, se c’è il rischio di un contatto fra il sangue materno e quello del feto, o a seguito di aminiocentesi, villocentesi o funicolocentesi, o in presenza di gravidanza extrauterina, minaccia d’aborto, ecc. In alcune strutture sanitarie è offerta come routine alla 28ma settimana a tutte le donne RH negative.

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