Aspettare un bambino: il ruolo del liquido amniotico

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Il liquido amniotico nelle prime settimane di gravidanza viene prodotto prevalentemente per filtrazione attraverso la placenta e la membrana amniocoriale. Successivamente, a partire dalla 14-16° settimana iniziano a funzionare i reni fetali e la produzione di urina, per cui, a partire da quel momento, il liquido amniotico è costituito essenzialmente dall’urina fetale.

Il liquido amniotico è in continuo ricambio: il feto lo deglutisce e lo immette nuovamente in circolo mediante l’urina; questo è molto importante per lo sviluppo di tutti gli organi fetali, soprattutto dei polmoni.

È importante misurare il liquido amniotico?

Il liquido amniotico è un indice indiretto di molti parametri quali ad esempio la funzionalità della placenta, l’integrità anatomica del sistema gastroenterico fetale, l’integrità anatomica e funzionale dei reni fetali. Esso può essere misurato attraverso l’ecografia: i valori di riferimento (normalità) sono tra 50 e 250 mm. Se il liquido è tra 50 e 80 mm si parla di AFI ai limiti inferiori della norma, se il liquido è tra 220 e 250 si parla di liquido ai limiti superiori della norma. Al di sotto di 50 mm si parla di oligoidramnios e al di sopra di 250 mm si parla di polidramnios.

Oligoidramnios

Le cause di oligoidramnios sono svariate, dal grave ritardo di crescita, in cui il feto concentra il sangue verso gli organi nobili e i reni vengono perfusi in misura minore con conseguente ridotta produzione di urina, ad anomalie fetali, come agenesia renale bilaterale, reni displastici bilaterali o ostruzioni vescicali, fino alla rottura prematura delle membrane, con perdita vaginale di liquido amniotico più o meno evidente. Una riduzione di liquido può essere parafisiologica a termine di gravidanza. L’oligoidramnios può essere dannoso per il bambino in base alla causa sottesa e anche perché determina di per sé una riduzione dello sviluppo dei polmoni fetali.

Polidramnios

Le cause di polidramnios sono legate ad esempio a un’aumentata produzione urinaria come accade nel diabete gestazionale oppure ad alcune malattie infettive contratte in gravidanza o a una ridotta deglutizione fetale; raramente da patologie del tratto gastrointestinale, quali le ostruzioni (ad es. atresia esofagea con fistola e atresia del duodeno). Più raramente il polidramnios è legato a patologie neuromuscolari, che comportano ridotta deglutizione. In questo caso, l’osservazione dei movimenti fetali basta per escludere questa condizione rarissima. Il polidramnios, al di là delle cause che lo determinano, può portare di per sé un rischio fetale, in relazione alla maggiore probabilità di parto pretermine.

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