Donna incinta: consigli per prevenzione e cure infezione da citomegalovirus

Il citomegalovirus (CMV) rappresenta una delle infezioni congenite più diffuse nei paesi industrializzati e coinvolge annualmente circa 13.000 donne in gravidanza nel nostro Paese, rendendo manifesta l’importanza di una medicina della prevenzione aggiornata e basata sulle più recenti evidenze scientifiche.

L’evoluzione delle raccomandazioni cliniche

Sebbene il cytomegalovirus fosse conosciuto da decenni per il suo potenziale impatto sulla salute neonatale, fino al 2023 lo screening per CMV veniva proposto esclusivamente alle categorie di donne considerate a rischio elevato, come le educatrici e le madri con bambini frequentanti asili nido, rendendo complesso in caso di positività il percorso decisionale, sia per i professionisti che per le coppie coinvolte. La motivazione risiedeva nella convinzione che il tasso di trasmissione verticale fosse relativamente contenuto, e nell’assenza di un vaccino e di terapie validate per l’uso in gravidanza.

Nuove ricerche hanno invece evidenziato che l’uso precoce di antivirali specifici può ridurre significativamente il rischio di trasmissione al feto, soprattutto se somministrati nel primo trimestre, fase in cui il rischio di danni fetali gravi è più elevato. Questo ha riacceso il dibattito sulla necessità di rivalutare le strategie di screening prenatale, rendendo sempre più attuale il concetto di medicina personalizzata e di prevenzione mirata nei confronti delle infezioni congenite.

Innovazioni terapeutiche

Una delle novità più significative riguarda la disponibilità di trattamento antivirale con valacyclovir per le donne con infezione primaria. Questo farmaco, privo di effetti collaterali significativi per madre e feto, può ridurre sostanzialmente il rischio di trasmissione verticale e le conseguenti sequele neonatali.

Parallelamente, è possibile effettuare diagnosi prenatale mediante amniocentesi per valutare l’eventuale infezione fetale e orientare le decisioni cliniche.

Il nuovo protocollo di screening

Le nuove linee guida sulla gravidanza fisiologica dell’Istituto Superiore di Sanità hanno completamente rivoluzionato l’approccio precedente, introducendo lo screening universale per tutte le gestanti e il successivo recepimento nei LEA.

Le linee guida ISS 2023 raccomandano un monitoraggio sierologico sistematico dal primo trimestre fino alla 24ª settimana, con controlli ogni quattro settimane.

Interpretazione dei risultati:

  • IgG e IgM negative: donna suscettibile all’infezione, massima attenzione alle misure preventive
  • IgG positive, IgM negative: infezione pregressa, mantenimento delle precauzioni igieniche. L’essere già venute a contatto con il virus in passato non è un fattore protettivo come per il toxoplasma e altri patogeni in gravidanza (quelli inclusi nell’acronimo “TORCH”) quindi vanno adottate le medesime precauzioni di chi non è mai entrato in contatto. Inoltre è possibile una riattivazione virale perché si tratta di un virus erpetico: la riattivazione può provocare un’infezione del feto, anche se a livelli minori di un contagio ex-novo.
  • Sieroconversione (IgM e IgG positive): infezione primaria in atto, necessita di valutazione specialistica con amniocentesi e test PCR per la ricerca del virus nel liquido amniotico.

Impatto clinico dell’infezione da CMV

L’infezione primaria da citomegalovirus in gravidanza può portare a conseguenze importanti per il feto, soprattutto se contratta nelle prime settimane di gestazione. Le stime storiche indicano un rischio di trasmissione verticale (cioè dal corpo materno al feto) intorno al 35-40% dei casi.

L’infezione colpisce 1 neonato ogni 150, causando potenziali conseguenze permanenti come:

  • ipoacusia neurosensoriale (perdita dell’udito)
  • ritardi nello sviluppo neuropsicomotorio
  • paralisi cerebrale nei casi più severi
  • deficit cognitivi e comportamentali

Il rischio di sequele permanenti aumenta significativamente quando l’infezione materna avviene nel primo trimestre di gestazione.

Non tutti i neonati infetti sviluppano sintomi o complicanze: circa il 10% dei bambini contagiati presenta alla nascita un quadro sintomatico, mentre un ulteriore 10% dei neonati inizialmente asintomatici può manifestare sequele tardive, come deficit uditivi, visivi o cognitivi, nei primi 6 anni di vita.

Strategie di prevenzione primaria

Considerando che la trasmissione del cytomegalovirus avviene principalmente attraverso il contatto con secrezioni salivari e urinarie di bambini in età prescolare, la prevenzione primaria in gravidanza assume un ruolo fondamentale.

Misure igieniche essenziali per la prevenzione nelle donne gravide:

  • evitare baci su labbra e guance dei bambini piccoli
  • non condividere cibo, bevande, posate o oggetti contaminati da saliva
  • lavarsi accuratamente le mani dopo il contatto con saliva, urine o il cambio pannolini
  • sanificare con frequenza giocattoli e superfici potenzialmente contaminate

Implicazioni medico-legali

L’infezione da CMV presenta anche rilevanti aspetti medico-legali, potendo in casi specifici configurare indicazioni per l’interruzione volontaria di gravidanza secondo la Legge 194, particolarmente quando diagnosticata entro le 23 settimane di gestazione.

Verso una nuova gestione del rischio

L’implementazione delle nuove linee guida rappresenta un passo decisivo nella tutela della salute materno-infantile. La combinazione di prevenzione primaria, screening universale e possibilità terapeutiche offre oggi strumenti concreti per contrastare efficacemente questa importante causa di disabilità infantileintervenendoin modo più tempestivo ed efficace.

La collaborazione tra specialisti, medici di famiglia e pazienti risulta fondamentale per rendere massima l’efficacia di questo nuovo approccio preventivo. Le raccomandazioni più recenti propongono di:

  • migliorare la sensibilizzazione delle donne in gravidanza, in particolare nelle prime settimane
  • valutare l’introduzione di screening selettivi in presenza di sintomi sospetti o di rischio aumentato
  • offrire un counseling accurato alle coppie in caso di infezione primaria, illustrando rischi, opzioni terapeutiche e percorsi di monitoraggio
  • considerare l’uso controllato di antivirali in donne selezionate

Scopri tutte le novità sugli ultimi screening raccomandati in gravidanza e le altre infezioni virali da prevenire e monitorare nelle linee guida sul sito AOGOI

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