Coronavirus, gravidanza e prevenzione: risposte solo su evidenze cliniche

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Da questo sabato di febbraio ci siamo scoperti improvvisamente terza nazione al mondo per casi di contagio da COVID-19, la malattia da nuovo coronavirus (SARS-CoV-2), a seguito dei focolai ora attivi nel Nord Italia (primo fra tutti quello qui in Lombardia, seguito da Veneto e Piemonte): le preoccupazioni da parte dell’opinione pubblica, peggiorate da notizie discordanti, inattendibili e fake news, hanno ovviamente avuto un’impennata improvvisa e sfiorano la psicosi, in una situazione indeterminata e in continuo divenire.

Ho pensato di scrivere questo post per condividere consigli utili e dati basati sulle (non tantissime) evidenze scientifiche ad oggi disponibili, essendo questo un virus nuovo e ancora sconosciuto, con l’obiettivo di rispondere con maggior completezza possibile ad alcuni dei quesiti medici che mi arrivano dalle mie pazienti di Milano e Firenze. In particolare tra le altre cose mi viene richiesto delle interazioni tra Coronavirus e gravidanza di cui vi parlerò più in basso.

Ma vediamo prima di fare un minimo di chiarezza.

Di cosa si tratta e come si trasmette

I coronavirus sono comuni in molte specie animali, ad esempio nei cammelli e nei pipistrelli: in alcuni casi però, possono modificarsi e infettare l’uomo (come i 7 coronavirus umani conosciuti fino a oggi) provocando malattie da raffreddamento simili all’influenza che interessano in genere in maniera non grave le alte vie respiratorie o possono dare disturbi gastrointestinali, mentre il COVID-19 può interessare anche in forma grave in determinati casi le basse vie respiratorie, con polmoniti, fino alla cosiddetta sindrome da distress respiratorio acuto. L’incubazione della malattia pare essere dai 3 ai 14 giorni.

Come avrai già letto il coronavirus SARS-CoV-2 è stato sequenziato a metà gennaio dai ricercatori cinesi e successivamente in altri laboratori nel mondo, compreso quello italiano dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. La disponibilità dell’intera sequenza genomica del virus è importante perché è il fondamento per la messa a punto di test diagnostici e per lo screening di potenziali farmaci. I risultati mostrano che il 2019 n-CoV condivide per il 79,5% la sequenza genica del coronavirus della SARS e per il 96,2% quella di un coronavirus dei pipistrelli, che sono ipotizzati come la probabile specie animale di origine del virus.

Le modalità di trasmissione similmente agli altri coronavirus dovrebbero essere:

  • con secrezioni per via aerea, attraverso la saliva e l’aerosol di tosse e starnuti;
  • con la stretta di mano e toccando con le mani contaminate le mucose di bocca, naso e occhi;
  • per via oro-fecale (via ancora da dimostrare con certezza per il SARS-CoV-2);
  • non è ancora chiaro se possa anche avvenire toccando superfici o oggetti contaminati dal virus e poi toccandosi bocca, naso e occhi.

Nel Situation Report del 1° febbraio 2020, l’OMS ha ribadito che il meccanismo principale di trasmissione è il contatto con persone che hanno già manifestato i sintomi della malattia, ma ha riconosciuto la possibilità di una trasmissione da persone con infezione non ancora sintomatiche, come già successo per altri coronavirus. Da ricordare che è da evitare la “stretta prossimità” fra le persone, da intendersi indicativamente come una distanza entro i 2 metri.

Sintomi e trattamento

I sintomi più comuni nei coronavirus nell’uomo includono febbre, tosse, cefalea, mal di gola, difficoltà respiratorie, malessere generale e sono sintomi abbastanza lievi per un breve periodo di tempo. Nei casi più importanti, l’infezione può causare polmonite o broncopolmonite, sindrome respiratoria acuta grave, fino all’insufficienza renale e alla morte. L’infezione da COVID-19 può presentare ugualmente sintomi lievi ma in alcuni casi può avere le caratteristiche di una polmonite virale acuta con i sintomi precedentemente elencati: febbre alta, tosse secca, senso di oppressione e dispnea, dolori muscolari, malessere, solo raramente sintomi gastrointestinali. I disturbi gravi alle basse vie respiratorie e le complicanze connesse sono più frequenti nelle persone con preesistenti patologie croniche cardio-vascolari, negli ipertesi e nei diabetici, nelle persone con sistema immunitario compromesso e negli anziani. I primi dati parlano fortunatamente di un raro coinvolgimento di pazienti in età pediatrica.

In presenza di questi sintomi NON andate in ospedale, in ambulatorio dal medico o al pronto soccorso, ma fatevi visitare assolutamente a casa, da personale preparato che segue specifici criteri stabiliti dal Ministero della Salute e i protocolli dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), e state isolati il più possibile dagli altri familiari e conviventi, prendendo tutte le precauzioni del caso.

Il trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2 è al momento di tipo sintomatico e di supporto, mirato cioè come per altre polmoniti virali al controllo della febbre, alla reidratazione e al supporto della funzionalità respiratoria, con l’utilizzo di antibiotici solo in caso di sovrainfezione batterica. Nei casi più difficili è prevista la respirazione assistita.

COVID-19 in gravidanza

Un ragionamento che mi sta particolarmente a cuore è quello sugli eventuali rischi di questa infezione da coronavirus sulle pazienti in gravidanza, indagando in particolare se l’infezione può passare in modo verticale da mamma a feto e con che ricadute. È uscita infatti una prima ricerca il 12 febbraio 2020 su The Lancet*, appena pubblicata da una équipe cinese (dottor Huijun Chen e colleghi) che fornisce alcune informazioni in merito a caratteristiche cliniche, esiti della gravidanza e potenziale di trasmissione verticale  dell’infezione COVID-19 da madre a feto. Sebbene lo studio sia ancora basato su un primo numero esiguo di casi (nove donne con polmonite COVID-19 conclamata) ancora senza follow-up, in circostanze così recenti ed inedite anche questi risultati (basati sull’analisi di liquido amniotico, sangue cordonale e latte materno), seppur da valutare con cautela possono dimostrarsi interessanti per la pratica preventiva e clinica. Contrariamente a studi precedenti che hanno dimostrato come la SARS in gravidanza fosse associata a una maggiore incidenza di eventi avversi, con complicanze per mamma e bambino come aborto spontaneo, parto pretermine, restrizione intrauterina, ecc, secondo questo studio per analogia, le donne in gravidanza con infezione da COVID-19 potrebbero avere meno effetti avversi e un relativamente più ottimistico decorso clinico. Inoltre si riscontrano dati relativamente tranquillizzanti anche sotto l’aspetto della trasmissione madre-feto, dato che se da una parte non c’è nessuna prova per ora a supporto di questo passaggio, non essendo stata riscontrata la presenza di particelle di virus nei prodotti di concepimento e nei feti, dall’altra solo due dei nove neonati monitorati sono stati trovati positivi dopo il parto a 17 giorni dalla nascita, con presumibile contagio posteriore alla nascita. Questo studio è limitato e dovrà essere seguito indubbiamente da altri. Ritornando alla nostra esperienza di tutti i giorni quello che consiglio alle mie pazienti in gravidanza è di seguire prima di ogni altra cosa scrupolosamente le procedure di prevenzione per il coronavirus e i protocolli del Ministero della Salute, avendo cura in questo periodo di limitare al massimo le interazioni sociali.

Cosa fare, la prevenzione per ciascuno di noi

Ciascuno di noi – non solo le pazienti in dolce attesa – può e deve fare prevenzione sia nei confronti di se stesso sia nei confronti degli altri della comunità, attraverso due importanti accorgimenti: il lavaggio delle mani e la modalità corretta di schermare starnuti e colpi di tosse (cough etiquette). L’OMS indica nell’igiene delle mani la procedura principale per contrastare le infezioni come quella da SARS-CoV-2. Il lavaggio delle mani deve essere eseguito per 40 secondi avendo cura di insaponare e sfregare il sapone sul palmo, sul dorso e nello spazio tra le dita. Le mani vanno poi sciacquate con acqua corrente. In assenza di acqua si può frizionare con soluzione alcolica. Le mani vanno lavate molto spesso, subito al ritorno a casa dagli ambienti esterni e in particolare:

  • prima e dopo aver cucinato;
  • prima di mangiare;
  • dopo essersi soffiati il naso, dopo aver tossito o starnutito;
  • dopo essere stati in bagno;
  • dopo aver cambiato il pannolino a un bambino;
  • prima e dopo aver assistito qualcuno con vomito o diarrea;
  • prima e dopo aver medicato una ferita;
  • dopo aver toccato il cibo per animali;
  • dopo aver toccato la spazzatura.

Per quello che riguarda la cough etiquette è molto importante schermare ogni volta con un fazzoletto di carta pulito (che poi va gettato in un sacchetto chiuso) lo starnuto o il colpo di tosse, che in alternativa può essere schermato nell’incavo del proprio braccio, all’interno del gomito. Ovviamente dopo ci si deve lavare sempre lavare bene le mani.

Per quel che riguarda il ricorso massiccio alle mascherine protettive, l’utilizzo è raccomandato prevalentemente in caso di malattia (sintomi febbrili e respiratori) per diminuire il rischio del contagio di altre persone con cui ci si trova in contatto ravvicinato. L’OMS segnala che l’uso delle mascherine da parte di persone sane a scopo di prevenzione non è invece raccomandato: la psicosi in atto ha portato a un acquisto non giustificato di mascherine, causando un picco di richieste e di prezzi causa di non pochi problemi per le persone e i contesti nei quali ce n’è effettivamente bisogno.

Infine, secondo logica come ho anticipato è sempre meglio ridurre i momenti di socialità, evitare in questi momenti luoghi chiusi e mezzi pubblici ad alta frequentazione, eventi, ritrovi e assembramenti di gente. Ogni regione interessata o meno dai focolai di COVID-19 in questi giorni ha diramato o sta diramando regole di comportamento e procedure da seguire, quindi per questo vi rimando al numero informativo 1500 del Ministero della Salute e ai referenti regionali, per questa situazione in continua evoluzione.

Se indossi una mascherina per il COVID-19, devi sapere come usarla e smaltirla correttamente.

  • Se sei in buona salute, devi indossare una mascherina solo se sei a contatto con persone con sospetta infezione 2019-nCoV.
  • Indossa una mascherina se tossisci o starnutisci.
  • Le maschere sono efficaci solo se utilizzate in combinazione con una frequente e accurata pulizia delle mani con sapone e acqua.
  • Prima di indossare una maschera, pulisci le mani con un detergente a base di alcool o sapone e acqua.
  • Copri la bocca e il naso con la maschera e assicurati che non vi siano spazi tra il viso e la maschera.
  • Evitare di toccare la maschera mentre la si utilizza; se lo fai, pulisci le mani con un detergente a base di alcool o acqua e sapone.
  • Sostituisci la maschera con una nuova non appena è umida e non riutilizzare le maschere monouso.
  • Per rimuovere la maschera: rimuoverla da dietro (non toccare la parte anteriore della maschera); scartare immediatamente in un contenitore chiuso; pulire le mani con strofinaccio a base di alcool o acqua e sapone.

Per capire come indossarla correttamente passo-passo, guarda anche il video dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/advice-for-public/when-and-how-to-use-masks

Dove informarsi: fonti autorevoli anti-fuffa da consultare

Stanca di vedere titoloni che seminano il panico e stupidate da social-media su un argomento così serio, condivido un primo elenco di siti istituzionali altamente attendibili, in inglese e in italiano, regolarmente aggiornati con le informazioni più recenti e verificate:

Aggiungo che l’aggiornamento della comunità scientifica internazionale proviene in modo importante anche dalle riviste mediche che stanno mettendo a disposizione gratuitamente e in tempo reale gli articoli integrali riguardanti l’epidemia da Coronavirus.

E… In caso di clausura in quarantena

Se vi doveste trovare anche voi in una delle zone-focolaio con protocolli di quarantena in casa, ecco un paio di schede anti-stress che ci propone la WHO (World Health Organisation) in inglese:

Consigli per gli adulti

Consigli per i bambini

Infine:

In questa settimana seguendo i massimi criteri di prudenza a tutela delle mie pazienti e mia, a Milano ho sospeso le visite ambulatoriali: per questo motivo sto attivando un servizio di videoconferenza, con sedute e consulti a distanza, online, per quelle pazienti che hanno bisogno di confrontarsi su risultati diagnostici o comunque che non hanno bisogno di essere visitate di persona. A tal fine potete scrivermi alla mail dottoressa@chiarariviello.it per concordare seduta e orario.

Questo articolo è in buona parte tratto dal dossier dell’Ordine dei Medici riguardante l’epidemia in atto.
* Qui trovate lo studio cinese sul coronavirus in gravidanza.