
Negli ultimi anni la depilazione pubica totale o quasi totale è diventata una pratica sempre più diffusa tra ragazze e giovani donne. Spinta da modelli estetici, pressioni sociali, pornografia, social media e convinzioni errate legate all’igiene, questa tendenza di radersi la vulva viene spesso adottata senza una reale consapevolezza dei potenziali rischi per la salute intima.
Ma cosa dice la scienza? Le evidenze scientifiche più recenti pubblicate su riviste internazionali di ginecologia e dermatologia invitano invece a fermarsi e riflettere: rimuovere completamente i peli pubici non è una scelta neutra dal punto di vista medico, per motivi che vale la pena conoscere.
Perché ci si depila? Tra estetica, igiene e sessualità
Studi osservazionali pubblicati su JAMA Dermatology mostrano che oltre l’80% delle donne ha rimosso almeno una volta i peli pubici. La pratica è particolarmente comune tra i 18 e i 24 anni e le motivazioni più frequenti sono:
- la convinzione di sentirsi “più pulite”
- motivazioni estetiche
- il desiderio di piacere al partner
- l’idea di una maggiore attrattività sessuale
Queste percezioni però non trovano riscontro scientifico; anzi, la sensazione di maggiore igiene è spesso solo apparente.
A cosa servono davvero i peli pubici?
I peli nella zona genitale non sono superflui. Al contrario, svolgono funzioni importanti perché:
- proteggono la pelle delicata da sfregamenti, microtraumi e irritazioni
- creano una barriera fisica contro batteri, virus e altri patogeni
- contribuiscono alla termoregolazione
- riducono l’attrito durante i rapporti sessuali
Se li elimini completamente la cute resta più esposta, vulnerabile e soggetta a infiammazioni.
Le possibili conseguenze sulla salute
Dati pubblicati sull’American Journal of Obstetrics & Gynecology e su JAMA Dermatology evidenziano come la depilazione intima sia associata a un aumento significativo di effetti avversi, a maggior ragione se è una pratica frequente e totale. Può provocare infatti:
- abrasioni e microtagli
- irritazioni, arrossamenti e prurito genitale
- peli incarniti e follicolite (meccanica o infettiva)
- dermatite da contatto da cere, creme o prodotti post-rasatura
- iperpigmentazione post-infiammatoria
- infezioni cutanee batteriche e fungine
- secondo studi condotti dall’Università di Washington e dalla Scuola Dermo-Venereologica di Barcellona, una maggiore probabilità di diffusione locale di IST, malattie sessualmente trasmesse come HPV (condillomi), mollusco contagioso e herpes genitale, sifilide, clamidia e gonorrea
- peggioramento o possibile innesco di vaginiti ricorrenti
- possibile ruolo nel favorire o aggravare vulvodinia, una sindrome dolorosa cronica della vulva
Il motivo è legato ai microtraumi ripetuti e alla perdita della barriera naturale offerta dai peli, che rendono la zona più vulnerabile alla penetrazione dei patogeni.
Quando è meglio evitare depilazione ed epilazione
La rimozione dei peli andrebbe evitata o valutata con attenzione in presenza di:
- vaginiti frequenti o infezioni in atto
- vulvodinia o dolore vulvare cronico
- pelle molto sensibile o dermatiti
- peli incarniti ricorrenti
- immunodeficienza
- diabete
- gravidanza
- alcune patologie vascolari o cutanee
In questi casi la depilazione pubica potrebbe peggiorare i sintomi e favorire complicanze.
La mia esperienza clinica: cosa vedo ogni giorno in ambulatorio
Nella mia pratica clinica di ginecologa, da oltre 10 anni sono particolarmente attenta al tema della depilazione intima, facendo caso a:
- chi non si depila
- chi si limita all’inguine
- chi pratica la depilazione totale
Può essere interessante sapere quello che ho riscontrato, ovvero che:
- la depilazione totale è più frequente nelle donne giovani, ma non solo: è ormai comune anche tra le 40enni
- è più diffusa nelle donne single rispetto a chi vive una relazione stabile
- negli ultimi 10 anni la depilazione totale ha subito un aumento netto:
- circa 15% delle donne si radevano completamente la vulva nel 2015
- oggi siamo intorno al 50%
Questo incremento non è casuale o dovuto a vere motivazioni igieniche come si è detto, ma riflette condizionamenti culturali e modelli estetici promossi dai social.
Educare è prevenire
Per questo ritengo fondamentale educare alla salute sessuale e affettiva fin dall’adolescenza, includendo anche temi come:
- corpo reale vs corpo idealizzato
- funzioni naturali
- rispetto dei propri limiti
- prevenzione delle infezioni
- consapevolezza delle scelte
È lo stesso approccio che abbiamo scelto nel manuale educativo BODY LOVE & RESPECT, dedicato a ragazze e ragazzi 12–15enni, dove affrontiamo questa e altre informazioni riguardanti il tema delle malattie sessualmente trasmissibili, della protezione e del rispetto del corpo.
Per avere più notizie sul libro educativo c’è il post qui sul blog, oppure a questo link trovi la pagina dedicata al progetto educativo: BODY LOVE & RESPECT.
Una scelta personale ma informata
La depilazione intima resta una scelta personale, ma deve essere informata.
Educare ragazzi e giovani donne a conoscere il proprio corpo, le sue funzioni naturali e i reali effetti delle mode estetiche è oggi parte integrante della prevenzione medica.
Un suggerimento può essere quello almeno di ridurre l’estensione e la frequenza della depilazione, praticando una semplice accorciatura dei peli o la rimozione limitata alle aree esterne alla mutandina del bikini.
In caso di lesioni, dolore, bruciore o sintomi persistenti, è sempre indicato rivolgersi a uno specialista della salute ginecologica o dermatologica.