Endometriosi e problemi mestruali correlati: il video della mia ultima intervista

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Che cos’è esattamente l’endometriosi? Scoperta un secolo fa e classificata come reflusso mestruale, questa patologia è sempre più diffusa e ne avevo già scritto su richiesta di alcune mie pazienti di Milano e Firenze in un post dedicato dal titolo “L’ABC dell’endometriosi, un disturbo troppo spesso sottovalutato. Da questa domanda è partita la mia intervista andata in onda su Facebook a cura della giornalista Lisa Dalla Noce.

In poche parole, per endometriosi si intende la presenza di cellule endometriali al di fuori dell’endometrio, ossia di cellule ectopiche che durante le mestruazioni fanno un percorso inverso, dirigendosi verso le tube e provocando quello che si chiama reflusso tubarico di sangue mestruale, con conseguente impianto di cellule in crescita anomala e in sedi diverse dei tessuti che normalmente ricoprono la cavità uterina. Ma ora guarda l’intervista o continua a leggere più sotto:

Alla base fattori ormonali e infiammatori

È una situazione in cui intervengono fattori ormonali e nella quale si manifesta un relativo aumento di estrogeni con resistenza al progesterone: pur non essendoci effettivamente uno sbilanciamento nelle quantità di estrogeni e progesterone, può essere utile in questo caso dosare il recettore per il progesterone (coattivatori e coinibitori), come ad esempio è consigliato per le donne che hanno un parto prematuro causato dal recettore progesterone.

Si è vista una correlazione anche con fattori infiammatori o comunque con uno stato di infiammazione generalizzata dell’organismo, causata da sovrappeso, oppure da alimentazione, o ancora da fumo e alcool oppure da stress fisico e psicologico.

Quali sono i sintomi dell’endometriosi?

Dolore e infertilità sono i più importati sintomi dell’endometriosi e in questa ottica deve essere visto il trattamento, considerando primariamente le aspettative riproduttive della donna.

È molto importante considerare la possibilità di endometriosi quando la donna riferisce dolore al ciclo mestruale. La dismenorrea è un sintomo molto comune e non tutte le donne che lo manifestano hanno endometriosi, ma vi è un aspetto che deve fare pensare di più all’endometriosi: il dolore compare non tanto il primo giorno del ciclo come nella dismenorrea idiopatica, ma soprattutto il secondo e il terzo giorno. Inoltre il dolore al ciclo è associato anche al dolore ai rapporti sessuali e a volte a dolore nella defecazione etc… Il ginecologo nelle prime visite è bene quindi che indaghi sul dolore mestruale, il quale considerato per lo più come cosa normale e routinaria spesso non viene riferito dalla paziente. Senza considerare che talvolta ci vuole del tempo, anche anni, prima che si evidenzino le lesioni da endometriosi.

Perché l’incidenza di endometriosi è in aumento?

Attualmente il 10% delle donne è affetto da endometriosi, cioè almeno 150-200 milioni di donne nel mondo e varie sono le cause di questa maggiore incidenza riconosciute dalla comunità scientifica, alcune reali, altre apparenti.

La maggiore capacità di diagnosi, gli strumenti ecografici e la RM aumentano la possibilità di diagnosi di quello che un tempo si chiamavano semplicemente dolori mestruali ma esiste una prima importante causa, poco conosciuta dalle donne, e riguarda il cambiamento della loro vita riproduttiva: si è molto innalzata l’età media alla prima gravidanza, che mentre vari anni fa era intorno a 20-25 anni e ne precedeva molte altre, adesso è programmata attorno ai 30-35 anni e spesso rimane l’unica.

Per capire meglio questo aspetto bisogna considerare il numero dei cicli mestruali nel corso della vita di una donna: le donne che hanno vissuto il periodo fertile più o meno fino a 50-60 anni fa sviluppavano intorno ai 14-15 anni, avevano 5 anni di cicli mestruali, quindi affrontavano circa 50 cicli; poi avevano gravidanze, allattavano il più possibile e infine ulteriori gravidanze. Nel periodo fertile molte di loro passavano almeno 10-15 anni tra gravidanze e allattamento, quindi in assenza di cicli mestruali: in tutto più o meno avranno avuto tra i 100 e i 200 cicli mestruali durante tutta l’esistenza.

La donna di oggi invece sviluppa anche un po’ prima, intorno a 12-13 anni, per poi avere la prima gravidanza più o meno verso i 30-32 anni, affrontando 20 anni di cicli mestruali con almeno 200 cicli. In alcuni casi avrà un secondo – o raramente – un terzo figlio, ma più spesso no; calcolando l’inizio della menopausa sui 50 anni, avrà avuto ulteriori 150-200 cicli circa.  Totalizzerà quindi un numero di cicli mestruali anteriore alla prima gravidanza e in generale, durante tutta la vita fertile, nettamente superiore a quello che era in passato.

I cicli mestruali sono occasioni di aumentato rischio di reflusso delle cellule endometriali verso le tube e quindi ogni ciclo può favorire l’avvio di un impianto di endometriosi. A questo disturbo spesso si associano cicli molto abbondati, che possono portare anemia, astenia… Ecco che in quest’ottica la pillola contraccettiva diventa protettiva non solo per la gravidanza indesiderata, ma anche per le endometriosi e contribuisce a diminuire l’entità del ciclo mestruale.

Ci sono altri motivi per questo aumento di casi di endometriosi?

Recentemente si sta affermando la teoria secondo la quale determinati contaminanti ambientali quali diossine, pesticidi e PCB assorbiti dall’organismo e accumulati nelle cellule, interferiscano con il sistema endocrino e possano avere effetto sulla produzione ormonale di estrogeni, che paiono tra l’altro facilitare la crescita di endometriosi. Recenti studi hanno visto come nell’utero materno la contaminazione di embrioni femminili con sostanze dette interferenti endocrini possa arrivare a modificare la formazione dell’apparato genitale del feto, favorendo la migrazione di cellule dell’endometrio fuori della cavità uterina.

Metaboliti della plastica che usiamo anche nei cibi (bottiglie di plastica ad es.) sono riscontrati nelle lesioni da endometriosi. Si è visto ad esempio che presenza di diossina induce endometriosi nelle cavie da laboratorio.

Come si tratta l’endometriosi?

Non c’è un solo trattamento che vada bene per tutte le donne ma va valutato ogni singolo caso in modo differente. Non sempre è necessario l’intervento chirurgico, che va pianificato solo ove indispensabile, tenendo conto che talvolta rimuovendo le masse di endometriosi si possono creare delle aderenze e delle lesioni.  Tra le terapie mediche, c’è come già accennato la pillola contraccettiva, oppure le pillole a base di solo progesterone (Dienogest), mentre in America è appena uscito un farmaco orale che blocca il sistema endocrino Gn Rh Antagonista orale, con una terapia di lungo termine. Utili anche gli antiossidanti e resveratrolo che riducono lo stress infiammatorio, o gli immunostimulanti; la migliore indicazione in molti casi è bloccare il ciclo mestruale.

Ci sono rimedi alternativi per l’endometriosi?

Lagopuntura come per gli altri disturbi mestruali o per i casi d’infertilità è molto utile e può ridurre notevolmente il dolore da endometriosi. Poi ovviamente il mio consiglio anche per la prevenzione è quello di avere una gravidanza il prima possibile.

Per richiedere un consulto medico online o semplicemente per prenotare una visita ginecologica puoi contattarmi qui o prenotare onlineIn qualità di ginecologa ostetrica ricevo tutte le settimane le mie pazienti negli studi di Milano e Firenze.