
Il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 a cui ho appena partecipato ha registrato numeri in crescita di presenze: l’edizione di quest’anno ha trasformato il libro in un’esperienza collettiva, partecipata e profondamente intergenerazionale, capace di coinvolgere soprattutto il pubblico più giovane. I numeri raccontano con chiarezza questa direzione: oltre 254.000 le presenze complessive, di più rispetto all’anno precedente, con una forte partecipazione delle nuove generazioni. Quasi un visitatore su quattro aveva meno di 25 anni, mentre la presenza under 35 ha rappresentato quasi la metà del pubblico totale. A questi dati si aggiunge il peso significativo delle scuole, con oltre 34.000 presenze tra studenti, insegnanti e accompagnatori arrivati da diverse regioni.
In questo contesto, la presentazione di Body, Love & Respect presso lo stand della Regione Toscana, nel Padiglione Oval del Lingotto Fiere, ha assunto un significato speciale. Parlare di educazione sessuale e affettiva per adolescenti all’interno di uno degli appuntamenti culturali più importanti d’Europa significa riconoscere che questi temi non appartengono più a una dimensione marginale o privata, ma sono diventati centrali nella costruzione culturale e sociale delle nuove generazioni.
“Il mondo salvato dai ragazzini”: il tema dell’edizione 2026
Il titolo scelto per la XXXVIII edizione del Salone, “Il mondo salvato dai ragazzini”, ispirato all’omonima opera di Elsa Morante, ha attraversato l’intera manifestazione come un filo rosso culturale ed emotivo. Non si è trattato di uno slogan costruito artificialmente, ma di una visione precisa: restituire centralità ai giovani, alla loro sensibilità e alla loro capacità di leggere il presente. I valori emersi durante il Salone – amore, rispetto, empatia, inclusione, sostenibilità, coraggio, fiducia – sono stati scelti e raccontati direttamente da studenti e studentesse coinvolti in progetti partecipativi collegati alla manifestazione, per un ritratto collettivo di una generazione spesso descritta superficialmente come distratta, fragile, narcisista, che invece sa dimostrare una visione lucida ed estremamente sensibile di presente e futuro.

Educazione sessuale e affettiva per adolescenti: un tema centrale
È significativo che tra i temi più presenti negli incontri e nei dibattiti siano emerse proprio le grandi questioni che attraversano oggi l’adolescenza: salute mentale, identità, relazioni affettive, pressione dei social network, rapporto con l’intelligenza artificiale, educazione emotiva e crisi dei modelli relazionali tradizionali. In questo scenario le esperienze editoriali multidisciplinari come la nostra, dedicate all’educazione affettiva e sessuale hanno trovato uno spazio naturale di confronto. Molti progetti presenti al Salone hanno mostrato quanto il mondo educativo senta oggi la necessità di linguaggi nuovi, meno paternalistici e più capaci di dialogare realmente con ragazzi e ragazze.
L’esperienza della presentazione: ascoltare i ragazzi, non parlare “ai” ragazzi
Per iniziativa del nostro editore Librì Progetti Educativi, io e la dott.ssa Claudia Ceccon abbiamo presentato allo stand della Regione Toscana Love, Body & Respect, il manuale di educazione alla salute, sessualità e affettività per ragazzi dai 12 ai 15 anni.
L’emozione di essere state scelte tra i panel per rappresentare la Toscana in un evento di questa portata è stata immensa. Abbiamo visto ragazze e ragazzi avvicinarsi allo stand, ricevere una copia del libro, e iniziare immediatamente a sfogliarlo con genuina curiosità. Si soffermavano su alcune pagine, guardavano le illustrazioni, e poi arrivavano le domande. Ancora una volta è emersa la forza dell’impostazione multidisciplinare del progetto, che intreccia competenze psicologiche, mediche, educative e legali per affrontare l’educazione sessuale e affettiva in modo concreto e accessibile.
Ragazze e ragazzi si sono dimostrati particolarmente interessati sia agli aspetti emotivi e relazionali, sia ai temi più pratici e quotidiani: dal dolore mestruale al rapporto con il corpo, fino all’influenza dei social network sulla percezione di sé e delle relazioni.
Molte domande hanno riguardato esperienze personali, fragilità, pressioni sociali e difficoltà comunicative. Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti emersi durante l’incontro: quando viene creato uno spazio non giudicante, gli adolescenti partecipano, ascoltano e sentono il bisogno di confrontarsi davvero.
Educazione affettiva e sessuale: un bisogno reale delle nuove generazioni
L’esperienza del Salone del Libro di Torino, così come il recente incontro con gli studenti della scuola media ICS Berni al Teatro Comunale di Lamporecchio, conferma che esiste un pubblico reale e attento per progetti educativi costruiti con serietà, empatia e linguaggi contemporanei.
Gli adolescenti non cercano lezioni astratte o moralistiche. Cercano strumenti per interpretare il presente, comprendere il proprio corpo, orientarsi nelle relazioni e vivere in modo più consapevole la dimensione digitale che attraversa ogni aspetto della loro crescita.
Quando un libro riesce a trasformarsi in esperienza condivisa e occasione di ascolto reciproco, allora la lettura torna ad avere una funzione culturale e sociale profonda. Ed è forse proprio questo il messaggio più importante lasciato dal Salone del Libro 2026: i giovani non sono semplicemente destinatari del cambiamento, ma interlocutori essenziali per immaginare il futuro, e per farlo hanno bisogno di conoscenza, dialogo e rispetto. Se davvero “il mondo sarà salvato dai ragazzini”, come suggerisce il Salone del Libro 2026, allora il nostro compito di adulti diventa chiaro: offrire loro strumenti adeguati, informazioni corrette, spazi sicuri per esprimersi.